Utilizzate questa scheda per inviare i vostri comunicati
|
|
| ITALIA |
|
24/3/2006 |
26/3/2006 | |
Andrea Benetti
Piccolo
Vocabolario delle definizioni sospese
Andrea Benetti,
artista bolognese, si presenta nei mesi di Marzo e Aprile alla
Galleria St’Art con la sua prima personale. Questa e' formata
da una quindicina di opere su tela e paragonabile, come
esprime il titolo, a un piccolo dizionario. Ogni opera che
Benetti crea e', infatti, una sua personale spiegazione e
definizione di un concetto, di una parola, di un tema. Dal
ciclo della vita alla televisione, dall’equilibrio ecologico
alla donna, fino ancora all’informazione mediatica e via
dicendo, ogni lavoro si presenta come una spiegazione
imprevedibile e, in fin dei conti, impossibile. Perche'
impossibile? Perche' si tratta di concetti vasti, usati,
sfruttati, a volte persino svenduti. E che proprio per questo
acquistano interesse in una logica di sfida personale che il
preciso, a volte pignolo, Andrea Benetti, vuole racchiudere in
una immagine. Una e una sola, non una serie, non annosi studi,
non infinite ricerche stilistiche su uno stesso messaggio. Una
e una sola opera che dev’essere puntuale e il piu' possibile
esauriente su temi inesauribili.
Per comprimere le
infinite parole, sensazioni, informazioni e contraddizioni su
questi soggetti, Benetti opera in due momenti diversi. Un
primo teorico/filosofico, dove trascrive le sue stesse
opinioni, che volendo sono parte integrante del lavoro finale.
E un secondo, naturalmente pratico, in cui crea l’opera.
Questa, una volta finita, si presenta come un insieme di
elementi geometrici, piani o tridimensionali, creati con mezzi
non sempre canonici, come fili per tagliaerba, molle e
specchi. Tutti sono collegati tra loro da delle corde e molle
sollevate sull’opera per mezzo di gancetti e dalle ombre che
quindi proiettano. Il risultato complessivo, creato dagli
elementi e dalle loro correlazioni e' una figura vagamente
riconoscibile in una stilizzazione il piu' delle volte
decisamente minimale. Ricco di sfumature, accostamenti piu'
che felici e riuscite sperimentazioni, e' invece l’uso del
colore, artefice nella maggior parte dei casi della grande
validita' estetica delle “definizioni benettiane". E forse
proprio per fermare il fascino di questo mezzo e fare in modo
che non prevalga sul significato concettuale, lo usa con
parsimonia, e lo piega alla funzione pratica di rafforzare i
legami tra le varie parti della composizione tramite un gioco
di rimandi e di richiami, di equilibri creati con una
precisione perfetta.
Le strutture cosi' complicate, a
volte addirittura smontabili, in un equilibrio fintamente
fragile, caratterizzano dunque tutto il suo lavoro, tutte le
sue definizioni, che invece di ridurre - come si potrebbe
pensare - i temi universali considerati, li spiegano sotto
un’ottica estremamente ampia. Non esiste una sola dimensione,
sembra dirci Andrea Benetti, ma vari punti di vista e varie
situazioni. Solo se riusciamo a metterle in correlazione tra
loro, a trovare un punto di equilibrio che le medi tutte senza
escluderne alcuna, avremo una visione larga, completa,
finalmente veritiera di quello che cerchiamo di spiegarci.
(Carolina Lio)
Inaugurazione: 25 Marzo 2006, ore
19.30.
Galleria St’Art Via Castiglione 18 -
Milano Orari: merc-sab 12-14- 17 -
20
| |
|
|

| SCHEDA |
| TITOLO |
Andrea Benetti |
| PERIODO |
dal 25/3/06 al
29/4/06 |
| CITTÀ |
Bologna |
| NAZIONE |
Italia |
| SEDE |
Galleria St’Art |
| INDIRIZZO |
via Castiglione 18 |
| TELEFONO |
051 270253 |
| FAX |
|
|
Email |
|
Web | |
| SEGNALATO DA |
Carolina
Lio | | |
|