|
fino al
29.IV.2006 Andrea Benetti Bologna,
St’art artlab
In un mondo che ormai
non si interroga più sul significato della realtà
che lo circonda, le opere di Benetti suggeriscono
un’alternativa. Farsi delle domande è possibile.
Anche se le risposte sono personali. Come il suo
dizionario...
|
giovedì 20 aprile
2006 Andrea Benetti (1964, Bologna)
inventa un vocabolario fantastico con cui
ri-catalogare il mondo. In questo dizionario di
idee e concetti ciò che rimane chiaro è solo la
parola. Macchine dei sogni,
equilibristi, astronavi, televisioni, tutte
vengono reinventate in un lavoro di scomposizione
di forme e colori. L’universo costruito dalle
tele di Benetti è sostanzialmente un universo
parallelo, dentro il quale le cose assumono
caratteristiche differenti da quelle che vediamo
tutti i giorni. È un ritorno al carattere
primordiale e più originale dell’essere artista.
Visto come artifex, colui che costruisce,
il creatore. La scoperta del legame che c’è tra
le parole e le cose, tra il significante e il
significato, ha appassionato e diviso i più grandi
filosofi del secolo scorso. Da Charles Pierce a De
Sassure, fino ad arrivare a Ludwig Wittengstein a
Michel Focault e Noam Chomsky. Anche l’uso di
figure che appartengono al mondo della geometria
rimanda a quella razionalità propria della
speculazione filosofica. Ma nelle opere di Benetti
(come negli scritti più eversivi dei filosofi del
linguaggio) la perfezione matematica viene
assoggettata all’animo dell’artefice. Nel
lavoro non c’è nessun intento concettuale, nessuna
volontà di investigazione dell’essenza delle cose.
E neppure l’intenzione di spronare lo spettatore a
diffidare della realtà che lo circonda. Non si
lancia alla scoperta di nuove frontiere, ma
declina il suo dizionario personale.
Fragili dissertazioni costruite attorno a temi
universali come il rapporto con i media, con
l’ecologia, il rapporto fra i sessi.
Forse è proprio per questo che sceglie di
inserire, come corollario alle sue opere, frasi
prese dal mondo della poesia e del romanzo (e non
della filosofia). In un viaggio senza confini nel
tempo e nella storia, brani di Ovidio, Filippo
Tommaso Martinetti, Svetonio, Proust e altri si
legano tra loro quasi a voler disorientare ancora
di più lo spettatore. Quello che Benetti sembra
dirci è che una parola può esistere anche al di
fuori di un dizionario: può esistere nell’uso e
nella vita, come espressione di un soggetto che
crea con le proprie forze un mondo che gli
assomigli. Come le sue tele.
articoli
correlati Comunicato
stampa della mostra link
correlati Il sito della
galleria St’Art
giulio maria
piantadosi mostra visitata il 12 Aprile
2006
Andrea Benetti - Piccolo Vocabolario Delle
Definizioni Sospese St’Art artlab, Via
Castiglione 18 – 40124 Bologna (zona centro
storico) Orario: mercoledì – sabato ore 12/14 –
16/20. Domenica 17/20 oppure su appuntamento -
Ingresso libero - Info: +39 051 270253; fax: +39
051 6565787; info@start-lab.it
- http://www.start-lab.it/
- Catalogo a cura di Carolina
Lio
[exibart]
°°se ancora non l'hai
fatto REGISTRATI
ad exibart per continuare a consultarlo
gratuitamente°°
|